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«Estendiamo ancora questa nostra coscienza alle enormi sacche di magma, ai gas e alle rocce incandescenti che si addentrano fra le spaccature della crosta».
«Cresciamo ancora e sentiamo come la nostra coscienza si integra con Madre Terra».
«Continuiamo a respirare con il centro del nostro cuore e lasciamo ancora espandere la nostra coscienza fino alla crosta e allo strato di basalto che la compone».
«Percepiamone lo spessore e gli strati di roccia che la compongono».
«Ora a circa 30 km dalla superficie incontriamo i margini dei continenti, dove la crosta diventa sempre più spessa».
«Espandiamo ancora la nostra coscienza fino agli strati di granito».
«Integriamoci ancora a Madre Terra fino alla superficie».
«Sentiamo dentro di noi la natura, gli alberi, le piante, le pietre, le montagne, i mari, i laghi, i fiumi…»
«…e integriamoli alla nostra coscienza».
«Ora la nostra Madre, Gaia, è in noi e noi siamo in lei».
«Essa ci ha fatto nascere e ci dato la vita».
«Il sangue che scorre in noi è nato dal sangue della nostra Madre Terra».
«Il suo sangue scende dalle nuvole; scaturisce dal grembo della terra; mormora nei ruscelli delle montagne; fluisce ampio nei fiumi delle pianure; s'addormenta nei laghi; si infuria possente nei mari in tempesta».
«L'aria che noi respiriamo è nata dal respiro della nostra Madre Terra. Il suo respiro nell'alto dei cieli è azzurro; freme sulle cime delle montagne; sussurra tra le foglie della foresta; ondeggia sopra i campi di grano; riposa in fondo alle vallate; brucia torrido nel deserto».
«La solidità delle nostre ossa nasce dalle ossa della nostra Madre Terra, dalle rocce e dalle pietre che stanno nude di fronte al cielo sulle cime delle montagne; sono come giganti che giacciono addormentati lungo i pendii delle montagne, come idoli posti nel deserto e nascosti nelle profondità della terra».
«La morbidezza della nostra carne nasce dalla carne della nostra Madre Terra; questa carne che si colora di giallo e di rosso nei frutti degli alberi e ci nutre dai solchi dei campi».
«I nostri visceri nascono dai visceri della nostra Madre Terra e sono nascosti ai nostri occhi come i sentieri invisibili della terra».
«La luce dei nostri occhi, l'udito dei nostri orecchi sono nati dai colori e dai suoni della nostra Madre Terra, che ci avvolge come le onde del mare avvolgono i pesci e l'aria turbinante avvolge gli uccelli».
«Il nostro respiro è il suo respiro; il nostro sangue è il suo sangue; le nostre ossa sono le sue ossa; la nostra carne è la sua carne; i nostri visceri sono i suoi visceri; i nostri occhi e i nostri orecchi sono i suoi occhi e i suoi orecchi¹».
«L'uomo è dunque il figlio della Madre Terra e come tali siamo tutti uguali perchè da lei generati e quindi tutti fratelli e sorelle».
«E per accrescere ulteriormente questo legame fra noi e Madre Terra prendiamoci per mano».
«Il palmo della mano destra sarà rivolta verso il basso, mentre quello della mano sinistra verso l'alto».
«Immaginiamo ora di ricevere energia dalla mano del compagno alla nostra sinistra».
«Visualizziamo questa energia che sale lungo il nostro braccio sinistro, attraversa le spalle e scende lungo il braccio destro e di donarla al compagno alla nostra destra».
«Lasciamo scorrere questa energia in modo da creare un potente flusso energetico che percorre tutto il cerchio e attraversa ognuno di noi».
Si fa un'altra breve pausa durante la quale si può continuare a ripetere la visualizzazione al gruppo in modo da aiutarlo a visualizzare questa energia che circola attraverso il cerchio. Dopodicché si riprende come segue:
«Questa energia scorre sempre più veloce fino a creare al centro del cerchio un vortice d'energia che, attraverso le nostre intenzioni, è in grado di trasmettere amore e guarigione all'intero pianeta».
«Lasciamo confluire le nostre energie al centro del cerchio per aiutare Madre Terra a combattere le malettie che la flaggellano e a rafforzare il suo processo di guarigione²».
Si fa ancora una pausa in modo da lasciar fuire questa energia di amore e guarigione in Madre Terra. Dopodicché si riprende come segue:
«Estendiamo le nostre intenzioni a tutte le forme di vita sul pianeta: uomini, animali, piante, alberi, pietre, montagne, fiumi, laghi, mari…».
«Ed immagginiamo che questa energia coinvolga ogni cosa e che porti nuova consapevolezza affinchè si possa vivere in un mondo diverso: come custodi di Madre Terra, e non più come sfruttatori dell'ambiente e di ogni forma di vita, nella condivisione dei suoi beni che costantemente ci dona, lontani da qualsiasi logica di profitto o di competizione attraverso l'amore, la pace, la fratellanza e riconoscendoci tutti uguali e di pari diritto».
Si fa un'altra breve pausa in modo da lasciare scorrere ancora questa energia. Dopodicché si riprende come segue:
«Stringiamo forte le mani e molto lentamente le lasciamo andare staccando il contatto».
«Ora con queste intenzioni nel cuore molto lentamente apriamo gli occhi, torniamo mentalmente qui ed alzandoci in piedi chiudiamo questa meditazione scambiandoci un caloroso abbraccio».
¹ Tratto da "Il vangelo esseno della pace" di Edmond Bordeax Szekely
² Il prendersi per mano formando un cerchio di energia nel Reiki viene chiamato Mawashi ed è un potente strumento per sviluppare un flusso di energia che può essere direzionato per la guarigione di una persona o di una situazione
download la meditazione del Gaia Day nel formato pdf
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